Milano Pride spegne 25 candeline. Ma non aspettatevi una festa nostalgica. Il tema scelto per l’edizione 2026, “Corpi in Rivolta, in lotta per i diritti”, lascia poco spazio alle celebrazioni autoreferenziali e riporta il Pride alla sua natura più autentica: quella di una manifestazione politica, sociale e culturale che nasce dalla necessità di esistere, resistere e rivendicare.

Per tutto il mese di giugno, Milano sarà attraversata da oltre cento eventi tra incontri, spettacoli, arte, sport, musica e attivismo, fino alla grande parata di sabato 27 giugno e al concerto finale all’Arco della Pace. Un programma diffuso che coinvolge quartieri, associazioni, istituzioni e cittadini, trasformando la città in un laboratorio permanente di inclusione.
Per tutto il mese di giugno, Milano sarà attraversata da oltre cento eventi tra incontri, spettacoli, arte, sport, musica e attivismo, fino alla grande parata di sabato 27 giugno e al concerto finale all’Arco della Pace. Un programma diffuso che coinvolge quartieri, associazioni, istituzioni e cittadini, trasformando la città in un laboratorio permanente di inclusione.
Le richieste non riguardano soltanto la comunità LGBTQIA+. Il Pride rivendica una visione più ampia di società, fondata sull’inclusione, sull’autodeterminazione e sul rispetto delle differenze. Perché una società che discrimina qualcuno finisce inevitabilmente per essere meno libera per tutti.
Negli anni Milano Pride è diventato molto più di una manifestazione. Attraverso il Rainbow Social Fund sostiene progetti sociali, culturali e artistici attivi durante tutto l’anno: dall’assistenza legale alle vittime di violenza omotransfobica ai programmi di housing per richiedenti asilo LGBTQIA+, passando per iniziative dedicate alla salute, alla prevenzione e alla cultura queer.
Anche il calendario 2026 riflette questa dimensione sempre più ampia. Si va dalle mostre d’arte contemporanea agli incontri culturali, dalle visite guidate nel quartiere di Porta Venezia alle attività sportive della Pride Sport Arena ospitata dalla Triennale Milano. Tornano le Pride Square con talk, dibattiti e concerti, mentre il MiX Festival celebra quarant’anni di cinema LGBTQIA+ e cultura queer.

Il momento più atteso resta naturalmente la parata del 27 giugno. Oltre 350.000 persone sono attese per un corteo che attraverserà il cuore della città partendo dalla Stazione Centrale per raggiungere l’Arco della Pace. Una marcia aperta a tutti, indipendentemente da età, orientamento sessuale, identità di genere, provenienza o credo.
A chiudere la giornata sarà il grande evento finale con gli interventi delle associazioni e un cast musicale che comprende, tra gli altri, Arisa, Anna Tatangelo, Ditonellapiaga, Paola Turci, Romina Falconi, Senhit e Orietta Berti.
Venticinque anni dopo il primo Pride milanese, il messaggio rimane sorprendentemente attuale. Perché se è vero che molti passi avanti sono stati compiuti, è altrettanto vero che nessun diritto è definitivo. E che ogni conquista va difesa, raccontata e, quando necessario, riportata in piazza.
Milano Pride 2026 non celebra soltanto un anniversario ma ricorda a tutti che la rivolta dei corpi continua.

